Verità e relativismo

In Omero, pur mancando il dogmatismo intollerante, non vi è dubbio che la verità esista. Tale questione non viene esplicitamente affrontata nei poemi, poiché non rappresentava evidentemente un tema controverso all’epoca del poeta. Tuttavia questo argomento è particolarmente interessante per noi “postmoderni”, che apparentemente abbiamo difficoltà a districarci tra dogmatismo e relativismo. Anche per questo la lettura di Omero può essere utile a riflettere sul fatto che non è necessario essere dogmatici per credere in qualcosa, e che non è necessario negare l’esistenza della verità per evitare le persecuzioni degli “eretici”.

Da questo punto di vista, Omero può aiutare anche a capire meglio ciò che il politeismo non è. Non è una forma di relativismo culturale o di mortificazione di sé a favore dell’altro; non è un cupio dissolvi a vantaggio di “nuovi barbari” perché siamo delusi dal non essere stati capaci di creare la società perfetta, e non è il rifiuto della verità per non essere stati capaci di definire la verità assoluta. Alcuni ambiti sono “relativi” e devono continuare ad esserlo per poter perdurare perché l’essere relativo appartiene precisamente alla loro natura, non è una diminuzione di un assunto assoluto in seguito relativizzato.  Per esempio, proclamare l’amore assoluto ed universale ne distrugge il senso reale, poiché chi si sente costretto per essere buono ad amare tutti, in realtà non ama nessuno, spesso neppure se stesso: Afrodite è una Dea che opera esclusivismi, così come tutti gli altri Dei, eccetto Zeus. Quanto si è detto per l’amore vale anche per quanto riguarda la fratellanza universale: l’aver voluto imporre di sentire come fratelli perfetti sconosciuti, quando non addirittura i nemici, ha privato di significato quell’autentico senso di fratellanza che si può provare realmente solo nei confronti di chi sia simile a noi. Ciò perché questi sentimenti sono riservati per loro stessa natura a pochi ed è un bene che sia così, perché anche i loro contrari saranno parimenti riservati a pochi. Questo è un grande insegnamento del mondo divino di Omero: essendo gli Dei molti e generalmente schierati per l’una o per l’altra delle parti in causa, il poeta ci mostra una realtà molteplice e complessa nella quale la relatività non diventa relativismo.

Continua a leggere