Ospiti e stranieri

Gli eroi di Omero, oltre che guerrieri, sono anche viaggiatori; è quindi frequente l’eventualità di trovarsi come stranieri in altre terre, e la condizione di colui che si trova lontano da casa alla mercé della buona disposizione d’animo di gente sconosciuta è  loro immediatamente comprensibile. Al contempo, in un mondo percorso da uomini bellicosi non sempre bene intenzionati, chi accoglie un ospite, ha presente che costui potrebbe non essere pacifico: talvolta infatti lo straniero si sente chiedere se per caso non sia un pirata, come domanda Nestore a Telemaco quando ancora non sa di aver di fronte il figlio di Odisseo (Od. III, 72-74).

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